Presente per la Provincia di Perugia il vicepresidente Riccardo Vescovi
(Cittadino e Provincia) – Perugia, 26 maggio 2026 – Presentato questa mattina a Palazzo Donini il Rapporto economico sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche (AUR), dal titolo “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”, che restituisce il quadro di una regione attraversata da cambiamenti profondi, tra fragilità, resilienza e segnali di ripartenza.
L’economia umbra, pur scontando un divario accumulato negli anni rispetto alla media nazionale, negli ultimi esercizi è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1 per cento annuo. Restano centrali i nodi della produttività, dei livelli retributivi, della qualità del lavoro e della capacità di trasformare investimenti, conoscenza e capitale umano in sviluppo stabile.
Tra i dati più significativi figurano la crescita dell’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell’1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Restano tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione. Il Rapporto evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro.
“Dobbiamo insistere su una Regione Umbria che cammini unita, non divisa tra centri e periferie, ma capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non sono un margine ma possono diventare fattori principali di sviluppo” ha sottolineato la presidente della Regione Stefania Proietti, intervenendo alla presentazione alla presenza della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, del vicepresidente della Giunta regionale, Tommaso Bori, dell’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, e dei rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale regionale. La presidente Proietti ha richiamato anche il dato del turismo, che nel 2025 ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati in Umbria. “Il turismo ha raggiunto i massimi storici, ma non basta: l’economia dell’Umbria passa anche per manifattura, industria, innovazione e qualità del lavoro. Il fattore ZES può fare la differenza, insieme a semplificazione, riforme e investimenti su welfare, sociale e sanità”.
La presidente dell’Assemblea legislativa ha evidenziato il valore della ricerca come strumento indispensabile per orientare le scelte pubbliche. “È importante – ha detto Bistocchi - sapere dove vogliamo andare, ma è altrettanto importante sapere da dove partiamo e dove siamo ora. Vogliamo costruire una società umbra più equa, più giusta, più inclusiva e più accogliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro. Per farlo servono informazioni, conoscenza e strumenti di analisi: il patrimonio che Agenzia Umbria Ricerche mette a disposizione delle istituzioni e della comunità regionale”.
L’amministratore unico di AUR ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce con l’obiettivo di offrire “strumenti di conoscenza preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica”.
Per la Provincia di Perugia era presente il vicepresidente Riccardo Vescovi: “Accogliamo con favore il dato che evidenzia redditi familiari superiori alla media nazionale, un segnale importante per il benessere delle famiglie umbre e per la capacità del territorio di resistere nonostante le difficoltà demografiche ed economiche. Il Rapporto evidenzia sfide importanti, ma anche segnali incoraggianti e una capacità di resilienza che l’Umbria ha dimostrato di saper esprimere in questi anni”.
Oi26062.IC
(Cittadino e Provincia) – Perugia, 26 maggio 2026 – Presentato questa mattina a Palazzo Donini il Rapporto economico sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche (AUR), dal titolo “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”, che restituisce il quadro di una regione attraversata da cambiamenti profondi, tra fragilità, resilienza e segnali di ripartenza.
L’economia umbra, pur scontando un divario accumulato negli anni rispetto alla media nazionale, negli ultimi esercizi è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1 per cento annuo. Restano centrali i nodi della produttività, dei livelli retributivi, della qualità del lavoro e della capacità di trasformare investimenti, conoscenza e capitale umano in sviluppo stabile.
Tra i dati più significativi figurano la crescita dell’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell’1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Restano tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione. Il Rapporto evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro.
“Dobbiamo insistere su una Regione Umbria che cammini unita, non divisa tra centri e periferie, ma capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non sono un margine ma possono diventare fattori principali di sviluppo” ha sottolineato la presidente della Regione Stefania Proietti, intervenendo alla presentazione alla presenza della presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, del vicepresidente della Giunta regionale, Tommaso Bori, dell’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, e dei rappresentanti del mondo istituzionale, economico e sociale regionale. La presidente Proietti ha richiamato anche il dato del turismo, che nel 2025 ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati in Umbria. “Il turismo ha raggiunto i massimi storici, ma non basta: l’economia dell’Umbria passa anche per manifattura, industria, innovazione e qualità del lavoro. Il fattore ZES può fare la differenza, insieme a semplificazione, riforme e investimenti su welfare, sociale e sanità”.
La presidente dell’Assemblea legislativa ha evidenziato il valore della ricerca come strumento indispensabile per orientare le scelte pubbliche. “È importante – ha detto Bistocchi - sapere dove vogliamo andare, ma è altrettanto importante sapere da dove partiamo e dove siamo ora. Vogliamo costruire una società umbra più equa, più giusta, più inclusiva e più accogliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro. Per farlo servono informazioni, conoscenza e strumenti di analisi: il patrimonio che Agenzia Umbria Ricerche mette a disposizione delle istituzioni e della comunità regionale”.
L’amministratore unico di AUR ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce con l’obiettivo di offrire “strumenti di conoscenza preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica”.
Per la Provincia di Perugia era presente il vicepresidente Riccardo Vescovi: “Accogliamo con favore il dato che evidenzia redditi familiari superiori alla media nazionale, un segnale importante per il benessere delle famiglie umbre e per la capacità del territorio di resistere nonostante le difficoltà demografiche ed economiche. Il Rapporto evidenzia sfide importanti, ma anche segnali incoraggianti e una capacità di resilienza che l’Umbria ha dimostrato di saper esprimere in questi anni”.
Oi26062.IC