L’Arcivescovo Boccardo: “Una vita vale perché è orientata e non perché è indolore” e cita il musicista Giovanni Allevi
(Cittadino e Provincia) – Spoleto, 14 gennaio 2026 - Oggi a Spoleto la festa di San Ponziano, patrono della Città.
Le celebrazioni si sono aperte con un momento di preghiera al Ponte Sanguinario, luogo del martirio del Santo nell’anno 175. Poi, alle 11.30, c’è stato il solenne pontificale nel Duomo di Spoleto presieduto dall’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo, concelebrato da tanti sacerdoti della Diocesi, alla presenza di varie autorità civili e militari, ad iniziare dai sindaci di Spoleto e Norcia, Andrea Sisti e Lorenzo Battistini (presidente del Consiglio Comunale), dal consigliere regionale Stefano Lisci e dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. La liturgia è stata animata dalla corale diocesana diretta da Mauro Presazzi, con all’organo Angelo Silvio Rosati.
Mons. Boccardo ha iniziato l’omelia citando lo scrittore Evelyn Arthur Waugh a proposito di alcuni martiri inglesi: “Noi siamo gli eredi della loro vittoria, e godiamo di tutto ciò che essi hanno conquistato con la morte. Il martirio non è un tema rassicurante: non consola, non addolcisce, non si presta a devozioni facili”, ha detto l’Arcivescovo. “Eppure la Chiesa continua a custodirne la memoria, non per amore della morte, ma per fedeltà alla vita. Perché il martire non insegna a morire; insegna a vivere in modo che anche la morte perda il suo potere assoluto. Una vita vale perché è orientata, non perché è indolore”. E mons. Boccardo ha citato il pianista Giovanni Allevi, affetto da mieloma multiplo: “Nulla ti dona la consapevolezza della sacralità della vita come la sofferenza”. In conclusione, rivolgendosi ai tanti spoletini presenti, l'Arcivescovo ha detto: “Vogliamo raccomandare a Dio le nostre famiglie, perché siano scuola di vera umanità e luogo di autentica educazione alla vita e all’amore. San Ponziano ci aiuti a scrivere pagine luminose nella storia della nostra Città e della nostra Diocesi, perché divengano ogni giorno di più spazi nei quali si ami gioiosamente la vita e sia dato alla gente il gusto di guardare in avanti, la voglia di avere un futuro, l’energia necessaria a costruire una società più vivace, più pronta a capire il senso ultimo delle cose, in grado di rispettare ed esaltare i veri valori dell’esistenza”.
Oi26002.IC
(Cittadino e Provincia) – Spoleto, 14 gennaio 2026 - Oggi a Spoleto la festa di San Ponziano, patrono della Città.
Le celebrazioni si sono aperte con un momento di preghiera al Ponte Sanguinario, luogo del martirio del Santo nell’anno 175. Poi, alle 11.30, c’è stato il solenne pontificale nel Duomo di Spoleto presieduto dall’Arcivescovo Mons. Renato Boccardo, concelebrato da tanti sacerdoti della Diocesi, alla presenza di varie autorità civili e militari, ad iniziare dai sindaci di Spoleto e Norcia, Andrea Sisti e Lorenzo Battistini (presidente del Consiglio Comunale), dal consigliere regionale Stefano Lisci e dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. La liturgia è stata animata dalla corale diocesana diretta da Mauro Presazzi, con all’organo Angelo Silvio Rosati.
Mons. Boccardo ha iniziato l’omelia citando lo scrittore Evelyn Arthur Waugh a proposito di alcuni martiri inglesi: “Noi siamo gli eredi della loro vittoria, e godiamo di tutto ciò che essi hanno conquistato con la morte. Il martirio non è un tema rassicurante: non consola, non addolcisce, non si presta a devozioni facili”, ha detto l’Arcivescovo. “Eppure la Chiesa continua a custodirne la memoria, non per amore della morte, ma per fedeltà alla vita. Perché il martire non insegna a morire; insegna a vivere in modo che anche la morte perda il suo potere assoluto. Una vita vale perché è orientata, non perché è indolore”. E mons. Boccardo ha citato il pianista Giovanni Allevi, affetto da mieloma multiplo: “Nulla ti dona la consapevolezza della sacralità della vita come la sofferenza”. In conclusione, rivolgendosi ai tanti spoletini presenti, l'Arcivescovo ha detto: “Vogliamo raccomandare a Dio le nostre famiglie, perché siano scuola di vera umanità e luogo di autentica educazione alla vita e all’amore. San Ponziano ci aiuti a scrivere pagine luminose nella storia della nostra Città e della nostra Diocesi, perché divengano ogni giorno di più spazi nei quali si ami gioiosamente la vita e sia dato alla gente il gusto di guardare in avanti, la voglia di avere un futuro, l’energia necessaria a costruire una società più vivace, più pronta a capire il senso ultimo delle cose, in grado di rispettare ed esaltare i veri valori dell’esistenza”.
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