Pubblicato il numero annuale dell'inserto "Infodonna" - Marzo 2026
80 Anni di Repubblica: le donne come “costruttrici” della nostra libertà
La democrazia paritaria in Italia Dal ‘45 ad oggi tra conquiste e regressioni
1946. L'anno della svolta
Dal Neorealismo alla Cortellesi: come il cinema italiano ha raccontato la condizione femminile nel dopoguerra
Giornata mondiale della donna, diritti, memoria e futuro A oltre 30 anni dalla Conferenza di Pechino: le riflessioni dell’ex Ministra delle Pari Opportunità
Otto Marzo: dal primo voto alla libertà piena. Ottant’anni di coraggio, una responsabilità che continua
Educare a “disarmare le parole”. Pace, linguaggio e cultura di genere, come “esperienze di scuola”: l’impegno dell’ITTS A. Volta di Perugia
La Consigliera di Parità, una figura che viene da lontano Simbolo di rappresentanza, punto di ascolto, ponte tra diritti e realtà
Premio “Umbria in Rosa” 2025. I volti e le storie delle donne che hanno fatto la differenza
Sezione del sito dedicata a Infodonna
Documenti
di Massimiliano Presciutti - Presidente della Provincia di Perugia
"Il Presidente Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine 2025, ha usato un’immagine potente: le donne come il “primo fotogramma” della nostra Repubblica. Guardando a questi ottant’anni di storia, è impossibile non emozionarsi pensando a quel 1946, quando l’unità del popolo italiano fu suggellata, per la prima volta, dal voto universale. Da questa parole prende ispirazione, Massimiliano Presciutti Presidente della Provincia di Perugia, per celebrare gli 80 anni del voto alle donne. “Il voto alle donne non è stato solo un atto burocratico, ma un segno democratico indelebile."
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di Francesca Pasquino - Consigliera della Provincia di Perugia con delega alle Pari Opportunità
"Il 1° febbraio 1945, con un decreto legislativo luogotenenziale firmato da Umberto II di Savoia durante il governo Ivanoe Bonomi, l’Italia riconosceva finalmente alle donne il diritto di voto.
Un atto che sembrava arrivare quasi per ovvia necessità storica ma che era in realtà il frutto di decenni di lotte e resistenze culturali. Non fu, come qualcuno volle far credere, una concessione: fu una conquista. Oggi, a ottant’anni di distanza, quella data merita una riflessione che vada oltre la retorica della celebrazione: quanto di quella conquista formale è diventato parità sostanziale? E cosa sta accadendo, nell’Italia di oggi a quei diritti?"
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"Una volta terminata la guerra, l’esperienza della Resistenza e della Liberazione, era divenuta oramai un punto di non ritorno per il paese, anche per i diritti delle donne. Il primo passo concreto verso il voto femminile arrivò il 31 gennaio 1945, quando il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del secondo governo Bonomi sancì per la prima volta in Italia il diritto di voto alle donne. Ma l’altra grande conquista avvenne il 10 marzo 1946: lo stesso giorno delle prime elezioni amministrative del dopoguerra, il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 riconobbe ufficialmente anche l’eleggibilità delle donne, permettendo loro di candidarsi"
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(di Antonella Pasquino - Responsabile Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Perugia)
"Con “C’è ancora domani”, esordio alla regia di Paola Cortellesi, il cinema italiano è tornato a interrogarsi con forza sulla condizione femminile nel dopoguerra. Ambientato nella Roma del 1946, tra macerie materiali e morali, il film racconta la storia di una donna intrappolata nella violenza domestica e in un sistema patriarcale che sembra immutabile. Il successo straordinario del film che è stato capace di coinvolgere generazioni diverse, dimostra quanto quel passato sia ancora una questione aperta."
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(di Katia Bellillo ex Ministra per le Pari Opportunità)
"Come di consueto, l’8 marzo - Giornata mondiale della donna - rappresenta un’occasione per fare il punto sui diritti conquistati e sulle sfide ancora aperte nella società. Da tempo, tuttavia, la riflessione si è ampliata: non è più solo l’8 marzo, ma l’intero mese a essere dedicato alla condizione femminile, attraverso incontri, dibattiti, mostre, iniziative culturali e momenti di confronto. L’obiettivo resta quello di misurare il livello di libertà, uguaglianza e giustizia raggiunto, senza limitarsi a valutare la sola qualità della cittadinanza o del lavoro."
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(di Federica Moretti - Presidente del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria)
"L’8 marzo non è una semplice ricorrenza. È una chiamata alla responsabilità. È memoria che diventa impegno. È la voce di milioni di donne che, ottant’anni fa, varcarono per la prima volta la soglia di un seggio elettorale e cambiarono per sempre la storia del nostro Paese. Nel 1946, le donne in Italia votarono per la prima volta alle elezioni amministrative e, pochi mesi dopo, parteciparono al referendum che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Quel gesto — una scheda tra le mani, una scelta tracciata con decisione — non fu soltanto un atto formale. Fu una dichiarazione di esistenza. Fu il passaggio dall’essere considerate spettatrici all’essere protagoniste della democrazia."
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(di Fabiana Cruciani - Dirigente ITTS A. Volta Perugia)
"Mi piace scandire i diversi momenti dell’anno scolastico con delle riflessioni che metto (presuntuosamente) in forma di circolare: circolari che, formali solo nella forma, raccontano momenti di scuola, o meglio, momenti di vita perché “parlare di scuola significa parlare di noi”. Ho voluto fare questa sorta di dichiarazione programmatica nella prima circolare di inizio anno scolastico 2025/2026 per ribadire - attraverso la citazione di Paolo di Paolo a Radio tre, lo scorso 12 settembre 2025 - che “parlare di scuola significa parlare di tutto” e che il “tutto” non può fare a meno di confrontarsi con quell’idea di scuola che appartiene alla nostra storia costituzionale italiana: la scuola di Calamandrei che “se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue […]”.
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(di Elena Bistocchi - Consigliera di Parità della Provincia di Perugia)
"Assumere l’incarico di Consigliera di Parità provinciale nell’ottobre 2024 ha significato entrare in una storia che affonda le sue radici molto più lontano di quanto spesso si immagini. La figura della Consigliera di Parità, oggi regolata dal Codice delle Pari Opportunità, nasce infatti da un lungo percorso di rivendicazioni e conquiste che parte dagli anni settanta. Nel tempo questa figura si è evoluta fino a diventare un presidio stabile e riconosciuto, articolato a livello nazionale, regionale e provinciale, capace di garantire prossimità territoriale, ascolto, accompagnamento e vigilanza nei luoghi di lavoro. È una storia che racconta non solo l’evoluzione normativa, ma soprattutto il cammino delle donne verso un pieno riconoscimento nei luoghi del lavoro e delle decisioni pubbliche."
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"Si è svolta nel pomeriggio del 18 dicembre 2025 presso la Sala del Consiglio della Provincia di Perugia, la Cerimonia di premiazione di “Umbria in Rosa” 2025, promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Perugia, dalla Provincia di Perugia e dal Centro Europeo di Cultura Letteraria. L’evento, al quale ha partecipato una platea numerosa, è stato impreziosito da un intermezzo musicale di brani eseguiti dal vivo, con voce e chitarra. Il Premio “Umbria in Rosa”, istituito nel 2016, nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nella società contemporanea. Anche in questa edizione, con 14 protagoniste premiate in diverse categorie, il riconoscimento ha dato voce a storie di donne che, attraverso il proprio impegno, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo culturale, economico e sociale della nostra regione, distinguendosi per coraggio, competenza, sensibilità e spirito innovativo."
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SP
di Massimiliano Presciutti - Presidente della Provincia di Perugia
"Il Presidente Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine 2025, ha usato un’immagine potente: le donne come il “primo fotogramma” della nostra Repubblica. Guardando a questi ottant’anni di storia, è impossibile non emozionarsi pensando a quel 1946, quando l’unità del popolo italiano fu suggellata, per la prima volta, dal voto universale. Da questa parole prende ispirazione, Massimiliano Presciutti Presidente della Provincia di Perugia, per celebrare gli 80 anni del voto alle donne. “Il voto alle donne non è stato solo un atto burocratico, ma un segno democratico indelebile."
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"Il 1° febbraio 1945, con un decreto legislativo luogotenenziale firmato da Umberto II di Savoia durante il governo Ivanoe Bonomi, l’Italia riconosceva finalmente alle donne il diritto di voto.
Un atto che sembrava arrivare quasi per ovvia necessità storica ma che era in realtà il frutto di decenni di lotte e resistenze culturali. Non fu, come qualcuno volle far credere, una concessione: fu una conquista. Oggi, a ottant’anni di distanza, quella data merita una riflessione che vada oltre la retorica della celebrazione: quanto di quella conquista formale è diventato parità sostanziale? E cosa sta accadendo, nell’Italia di oggi a quei diritti?"
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"Con “C’è ancora domani”, esordio alla regia di Paola Cortellesi, il cinema italiano è tornato a interrogarsi con forza sulla condizione femminile nel dopoguerra. Ambientato nella Roma del 1946, tra macerie materiali e morali, il film racconta la storia di una donna intrappolata nella violenza domestica e in un sistema patriarcale che sembra immutabile. Il successo straordinario del film che è stato capace di coinvolgere generazioni diverse, dimostra quanto quel passato sia ancora una questione aperta."
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"Come di consueto, l’8 marzo - Giornata mondiale della donna - rappresenta un’occasione per fare il punto sui diritti conquistati e sulle sfide ancora aperte nella società. Da tempo, tuttavia, la riflessione si è ampliata: non è più solo l’8 marzo, ma l’intero mese a essere dedicato alla condizione femminile, attraverso incontri, dibattiti, mostre, iniziative culturali e momenti di confronto. L’obiettivo resta quello di misurare il livello di libertà, uguaglianza e giustizia raggiunto, senza limitarsi a valutare la sola qualità della cittadinanza o del lavoro."
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"L’8 marzo non è una semplice ricorrenza. È una chiamata alla responsabilità. È memoria che diventa impegno. È la voce di milioni di donne che, ottant’anni fa, varcarono per la prima volta la soglia di un seggio elettorale e cambiarono per sempre la storia del nostro Paese. Nel 1946, le donne in Italia votarono per la prima volta alle elezioni amministrative e, pochi mesi dopo, parteciparono al referendum che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Quel gesto — una scheda tra le mani, una scelta tracciata con decisione — non fu soltanto un atto formale. Fu una dichiarazione di esistenza. Fu il passaggio dall’essere considerate spettatrici all’essere protagoniste della democrazia."
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"Mi piace scandire i diversi momenti dell’anno scolastico con delle riflessioni che metto (presuntuosamente) in forma di circolare: circolari che, formali solo nella forma, raccontano momenti di scuola, o meglio, momenti di vita perché “parlare di scuola significa parlare di noi”. Ho voluto fare questa sorta di dichiarazione programmatica nella prima circolare di inizio anno scolastico 2025/2026 per ribadire - attraverso la citazione di Paolo di Paolo a Radio tre, lo scorso 12 settembre 2025 - che “parlare di scuola significa parlare di tutto” e che il “tutto” non può fare a meno di confrontarsi con quell’idea di scuola che appartiene alla nostra storia costituzionale italiana: la scuola di Calamandrei che “se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue […]”.
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"Assumere l’incarico di Consigliera di Parità provinciale nell’ottobre 2024 ha significato entrare in una storia che affonda le sue radici molto più lontano di quanto spesso si immagini. La figura della Consigliera di Parità, oggi regolata dal Codice delle Pari Opportunità, nasce infatti da un lungo percorso di rivendicazioni e conquiste che parte dagli anni settanta. Nel tempo questa figura si è evoluta fino a diventare un presidio stabile e riconosciuto, articolato a livello nazionale, regionale e provinciale, capace di garantire prossimità territoriale, ascolto, accompagnamento e vigilanza nei luoghi di lavoro. È una storia che racconta non solo l’evoluzione normativa, ma soprattutto il cammino delle donne verso un pieno riconoscimento nei luoghi del lavoro e delle decisioni pubbliche."
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"Si è svolta nel pomeriggio del 18 dicembre 2025 presso la Sala del Consiglio della Provincia di Perugia, la Cerimonia di premiazione di “Umbria in Rosa” 2025, promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Perugia, dalla Provincia di Perugia e dal Centro Europeo di Cultura Letteraria. L’evento, al quale ha partecipato una platea numerosa, è stato impreziosito da un intermezzo musicale di brani eseguiti dal vivo, con voce e chitarra. Il Premio “Umbria in Rosa”, istituito nel 2016, nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle donne nella società contemporanea. Anche in questa edizione, con 14 protagoniste premiate in diverse categorie, il riconoscimento ha dato voce a storie di donne che, attraverso il proprio impegno, hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo culturale, economico e sociale della nostra regione, distinguendosi per coraggio, competenza, sensibilità e spirito innovativo."
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