Martedì 2 giugno racconto teatrale presentato dall’Associazione LiceAli
(Cittadino e Provincia) – Città della Pieve, 26 maggio ‘26 – Ottant’anni fa, il due giugno 1946, il popolo italiano, chiamato a scegliere tra Monarchia e Repubblica, scelse la Repubblica. La Storia dell’Italia repubblicana e democratica ebbe inizio con l’elaborazione della Costituzione, la carta fondamentale che regola la vita dello Stato.
L’Associazione LiceAli APS e la Compagnia Teatro Instabile “Un Sacco Di Versi” APS hanno condiviso un percorso di rilettura dei processi che portarono alla nascita della Repubblica. Ne è nato il racconto teatrale “Passaggio alla Democrazia. Italia 2 giugno 1946” che intende ricostruire momenti storici e sociali per disegnare l’Italia nel corso di circa tre decenni.
Il lavoro verrà presentato il 2 giugno alle ore 17 nella Sala Sant’Agostino.
Nel racconto si susseguono riferimenti alle lotte contadine e operaie degli anni ‘20, all’affermazione del Fascismo, alla Seconda guerra mondiale fino alla liberazione e al Referendum del 2 giugno 1946. Si dipana così un discorso basato su fatti storici e su racconti di vita in prima persona. Un modo per unire la grande Storia alla dimensione individuale che diviene collettiva.
PIEVE26018.RED/ET
(Cittadino e Provincia) – Città della Pieve, 26 maggio ‘26 – Ottant’anni fa, il due giugno 1946, il popolo italiano, chiamato a scegliere tra Monarchia e Repubblica, scelse la Repubblica. La Storia dell’Italia repubblicana e democratica ebbe inizio con l’elaborazione della Costituzione, la carta fondamentale che regola la vita dello Stato.
L’Associazione LiceAli APS e la Compagnia Teatro Instabile “Un Sacco Di Versi” APS hanno condiviso un percorso di rilettura dei processi che portarono alla nascita della Repubblica. Ne è nato il racconto teatrale “Passaggio alla Democrazia. Italia 2 giugno 1946” che intende ricostruire momenti storici e sociali per disegnare l’Italia nel corso di circa tre decenni.
Il lavoro verrà presentato il 2 giugno alle ore 17 nella Sala Sant’Agostino.
Nel racconto si susseguono riferimenti alle lotte contadine e operaie degli anni ‘20, all’affermazione del Fascismo, alla Seconda guerra mondiale fino alla liberazione e al Referendum del 2 giugno 1946. Si dipana così un discorso basato su fatti storici e su racconti di vita in prima persona. Un modo per unire la grande Storia alla dimensione individuale che diviene collettiva.
PIEVE26018.RED/ET