I passaggi di proprietà e l'evoluzione contemporanea
Per agevolare la consultazione della storia del Complesso monumentale di Villa Fidelia, di seguito viene riportata la cronologia dettagliata dei passaggi di proprietà e degli interventi di restauro eseguiti dal XVIII secolo fino agli ultimi progetti di riqualificazione digitale e strutturale.
Fino al 1762
Proprietario/Amministratore: Principessa Teresa Grillo Pamphilj
Note e interventi principali: Costruzione del "Casino di Villeggiatura" (l'attuale Palazzina del Complesso di Villa Fidelia).
1762 - 1769
Proprietario/Amministratore: Cardinale Giuseppe Renato Imperiale
(poi in eredità a Marzia Centurione Imperiali)
Note e interventi principali: Passaggio ereditario alla morte della Principessa Pamphilj. Nel 1769 Marzia Centurione Imperiali vendette il Palazzo Urbani di Spello al notaio Francesco Cruciani.
1787 - 1815
Proprietario/Amministratore: Marchese Pietro Mancinforte Sperelli
(poi in gestione alla vedova Anna Dè Nobili)
Note e interventi principali: Alla morte del Marchese (1791), la gestione passa alla moglie Anna Dè Nobili per la minore età del figlio Alessandro. Su intervento di Papa Pio VI, successivamente l'amministrazione viene affidata al Vescovo di Faenza Gian Domenico Mancinforte.
1815 - 1822
Proprietario/Amministratore: Pietro Mancinforte Sperelli / Alessandro
Note e interventi principali: Il patrimonio viene inizialmente dato in affitto. Divenuto maggiorenne, l'erede Pietro Manciforte Sperelli decide di alienare i beni di famiglia.
1822
Proprietario/Amministratore: Gregorio Piermarini Onori
Note e interventi principali: Acquisto dell'intera proprietà per la cifra di 5.300 scudi.
Fine XIX secolo
Proprietario/Amministratore: Congregazione dei Padri Somaschi
Note e interventi principali: La Congregazione acquistò l’ex Villa Urbani destinandola, con l’apporto di varie modifiche, a residenza estiva dei convittori del Collegio Vitale Rosi di Spello e durante la prima guerra mondiale la offrirono al Governo italiano per ospitare i malati e i feriti.
Inizio XX Secolo
Proprietario/Amministratore: Famiglia Preziosi di Spoleto
Note e interventi principali: Breve periodo di proprietà privata prima dei grandi restauri del Novecento.
1923 - 1975
Proprietario/Amministratore: Ingegnere Decio Costanzi
Note e interventi principali: Nel 1925 fraziona il complesso vendendo l'ex Villa Urbani alle Suore Missionarie d'Egitto. Nel 1927, affida all'architetto Cesare Bazzani i lavori di restauro in stile barocco e neoclassico che interessano il “Casino di Villeggiatura”, il parco, il giardino e la Chiesa di San Fedele.
Nel 1930 la dimora ospita le nozze reali.
Dal 5 Giugno 1975
Proprietario/Amministratore: Provincia di Perugia
Note e interventi principali: Acquisizione pubblica del complesso a seguito della liquidazione giudiziale dei beni dell’Impresa e della famiglia Costanzi.
I primi grandi restauri (1982 - 1985)
Dopo un periodo di abbandono legato al declino finanziario della famiglia Costanzi, e a seguito dell'acquisto da parte dell'Ente pubblico, la Provincia di Perugia ha avviato tra il 1982 e il 1984 un radicale piano di ristrutturazione per convertire il complesso in centro culturale e sede espositiva:
- Interventi strutturali: sostituzione dei solai, rifacimento delle pavimentazioni e degli intonaci esterni con il recupero delle storiche cromie giallo ocra della villa.
- Nuovi spazi: realizzazione di una sala polivalente sull'area dell'ex campo da tennis e riconversione del galoppatoio in parcheggio.
- Inaugurazione culturale (1985): i lavori permettono l'apertura della prestigiosa "Collezione Maria Teresa Straka-Coppa e Francesco Coppa", inaugurata alla presenza dello storico dell'arte Giulio Carlo Argan.
Anno 2000: viene completata la ristrutturazione dell'ex Limonaia, trasformata stabilmente nel nuovo "Centro per l'Arte e la Cultura".
Anno 2002: acquisto di un terreno frontale all'ingresso principale, adibito a parcheggio pubblico.
Anno 2007: interventi di consolidamento della facciata del muro settecentesco e contestuale recupero dei resti archeologici del muro romano.
Dal 2016: attivazione di costanti cantieri e lavori di adeguamento per garantire la piena fruibilità del sito in condizioni di massima sicurezza.
Il complesso monumentale è oggetto di un continuo programma di valorizzazione strutturale e tecnologica per migliorare l'esperienza dei visitatori e la conservazione del bene:
Restauri artistici e architettonici (2020-2024): nel 2020 è stata restaurata la statua di Diana Cacciatrice. Nel 2024, all'interno della Palazzina principale, sono stati demoliti alcuni tramezzi interni per ripristinare lo storico percorso di collegamento tra il piano terra e i vani interrati. È stata inoltre rimossa la vecchia scala esterna di sicurezza in acciaio, ripristinando la terrazza panoramica con vista sulla Valle Umbra e recuperando i colori originari del soffitto a cassettonato.
Innovazione digitale e logistica: gli spazi interni ed esterni sono stati dotati di schermi multimediali, totem informativi, connessione Wi-Fi tramite punti di accesso dedicati e una rete a fibra ottica ultraveloce a supporto della divulgazione culturale. Nel 2020 è stato inoltre acquisito un terreno confinante per la futura realizzazione di una serra destinata al ricovero invernale delle storiche piante di limoni.
Il piano di riqualificazione attuale: è in fase di svolgimento un importante progetto di restauro e messa in sicurezza che ha già visto il ripristino dei muri perimetrali dell'ingresso principale e del muro del Prato della Magnolia. Per una migliore gestione dei flussi durante i grandi eventi musicali e culturali, è stato aperto un secondo ingresso sul lato sud-est del prato ed è stata riqualificata la scala di collegamento tra il Giardino Barocco e il Prato della Magnolia.
Ulteriori interventi di valorizzazione sono già programmati per i prossimi mesi.