Intervenuti alla cerimonia di proclamazione dei birrifici vincitori dell’ottava edizione le autorità dell’amministrazione comunale di Deruta, felici di ospitare una parte della prestigiosa iniziativa; Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e Presidente del Banab, Paolo Fantozzi, vicepresidente del Banab, Mauro Bacinelli dell’assessorato all’Agricoltura della Regione dell’Umbria, e Ombretta Marconi, direttore f.f. del Cerb.
“Dopo lo stop forzato causa Covid dell’edizione 2020, Cerevisia si è rimessa in cammino – ha sottolineato Giorgio Mencaroni -. Avevamo di fronte oggettive difficoltà dovute all’emergenza sanitaria ma il Comitato organizzatore ha fortemente voluto ripartire con Cerevisia 2021, per offrire alle imprese del settore brassicolo un segnale di vicinanza e di speranza per una effettiva ripresa delle attività aziendali, tra le più colpite dall’emergenza pandemica”.
Senza dubbio i birrifici artigianali che producono birre di qualità secondo metodi di lavorazione artigianale, rappresentano un’eccellenza nel mondo birrario nazionale, settore che ha, comunque, fortemente risentito dell’impatto della pandemia. Secondo i dati riportati da AssoBirra, il 2020 è stato un anno molto difficile per la birra nazionale, la cui produzione è scesa dell’8,4%, i consumi dell’11,4 e l’export in calo più contenuto del 4,8%. Una fotografia tutta con il segno meno, ribaltata rispetto a quella del 2019 che aveva messo a segno record storici in termini di produzione, consumi ed export. In Umbria, come peraltro nelle altre regioni italiane, i micro birrifici, dopo anni di forte espansione stanno conoscendo una fase di assestamento. Al 15 settembre 2021 al Registro Imprese della Camera di Commercio dell’Umbria risultavano attivi 24 Birrifici, a cui vanno aggiunti i Beer Firm, aziende che non avendo impianto proprio producono le proprie birre presso altri. Ci sono poi produzioni secondarie connesse alle
attività di società agricole, cantine e simili, specialmente condotte da giovani. Il Premio Cerevisia nasce quasi un decennio fa per sostenere questo fenomeno giovanile, affiancarlo nella sua crescita, assecondarlo nei percorsi di produzione ispirati alla qualità, in cui si fonde la tradizione brassicola italiana, con l’innovazione.