Di fronte ad una povertà sempre più multidimensionale, la Caritas diocesana ha moltiplicato il numero dei servizi (+ 18,1% rispetto al 2021 e + 66,5% rispetto al 2020), ha espanso i percorsi di accompagnamento per famiglie, migranti e minori, ha reso i CdA sempre più promozionali ed animativi, ha diffuso gli Empori solidali, ha posto un'attenzione crescente sulle povertà emergenti, ha adottato modalità innovative, ha spinto su promozione e formazione di volontari orientati al servizio diretto alla comunità, nonché a responsabilizzare la società civile sulla povertà, nella prospettiva di una società più giusta e solidale. In particolare tra i processi in corso di svolgimento che interessano la Caritas, quello della propensione alla territorialità, nel senso di un radicamento crescente delle opere all'interno della dimensione locale.
Come richiedono i tre mandati statutari, Caritas promuove con impegno diretto la giustizia e lo sviluppo, opera al contempo per diffondere questa tensione sia nella comunità ecclesiale che nella più ampia comunità cittadina, nonché per educare alla mondialità ed alla pace. Caritas può, oltre che offrire al percorso del Sinodo della Chiesa italiana lo sguardo dal basso maturato nella compagnia alla fatica e al disagio di tanti, altresì contribuire allo sforzo di ripartenza del Paese, nella prospettiva della riduzione delle disuguaglianze territoriali, di generazioni e di genere.
Dal “Prendiamoci cura” alla “Giusta vicinanza”
L’edizione dello scorso anno del Rapporto è stata intitolata “Prendiamoci cura”, un forte richiamo alla società intera a prendersi cura di quanti vivono ai suoi margini, o, addirittura, considerati “scarti”. Il Rapporto di quest’anno ha per titolo “La giusta vicinanza” vissuta come incontro con i poveri, un incontro che “ci aiuta a liberarci dalla superficialità e ci insegna la bellezza del condividere e del sentirci Fratelli Tutti”, sottolinea il direttore don Briziarelli, citando papa Francesco, a conclusione della sua introduzione all’VIII Rapporto.
I costi degli aiuti-interventi Caritas
Gli interventi economici effettuati nel 2022 dal CdA alla gran parte delle 1.653 persone ascoltate, in gravi difficoltà economiche (dal pagamento delle utenze domestiche all’affitto, dalle spese per l’acquisto di prodotti di prima necessità a quelle sanitarie e per il corredo scolastico dei figli), sono state pari a euro 261.188,00, circa 30.500,00 euro in meno del 2021, non per la diminuzione delle richieste di aiuto, ma per la contrazione delle risorse economiche a disposizione rispetto all’anno precedente.
Importo non trascurabile è quello dei costi complessivi supportati dalla Caritas, nel 2022, rendicontati dal suo organismo operativo, la Fondazione di Carità San Lorenzo Onlus, pari a 1.626.000 euro. Cifra che è servita a finanziare, oltre gli interventi economici del CdA, la gestione della sede Caritas e del “Villaggio Sorella Provvidenza” che ha ospitato, lo scorso anno, 32 nuclei familiari, dei cinque Empori della Solidarietà (Perugia, Sant’Andrea delle Fratte, Ponte San Giovanni, Marsciano e Ponte Pattoli) dove accedono settimanalmente oltre 1.800 famiglie, della Mensa “Don Gualtiero”, del Punto Ristoro Sociale “San Lorenzo”, per complessivi oltre 200 pasti giornalieri, delle opere segno-strutture di accoglienza in cui trovano annualmente ospitalità più di 200 persone (es. “Sant’Anna dei Servitori”, “San Vincenzo” e “Alle Querce di Mamre” di Perugia, la “Casa della Carità-Santuario della Madonna dei Bagni” di Deruta e “Il Casolare” di Castiglione del Lago) e l’opera più recente, la “Farmacia solidale” per farmaci, presidi sanitari e ticket, attiva presso la sede Caritas. A questi vanno aggiunti i contributi erogati dalla Caritas diocesana a diversi CdA di Caritas parrocchiali. Costi che sono stati finanziati dall’8xMille alla Chiesa cattolica, dalle Campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi della Caritas diocesana, dai bandi e finanziamenti di Enti pubblici e privati, dalle donazioni di benefattori, dal 5xMille e dalle offerte liberali. Non trascurabili sono anche i 400.000 euro stimati di beni materiali donati (in particolare ai cinque empori) a testimonianza della solidarietà e generosità che la Caritas diocesana ha contribuito ad alimentare nella società civile.