“Stanze vuote” è un romanzo che rievoca un periodo dell’infanzia e della giovinezza di Rina Gatti, l’Umbria contadina dei primi anni del ‘900, in grado di suscitare nei lettori emozioni, sentimenti e riflessioni sempre attuali.
Nello spettacolo giovani navigatori del mare virtuale contemporaneo si incontrano con personaggi del passato. Tutto si svolge durante una breve vacanza della protagonista, Giulia, che i genitori portano in campagna a festeggiare il suo 17esimo compleanno. La campagna, percepita dalla giovane come noiosa ed estranea, si distende a perdita d’occhio, trasformandosi in un tempo sospeso dove potersi dedicare alla lettura e dare voce attraverso i personaggi del romanzo alla realtà rurale, dove affondano le nostre radici. Un modo per parlare di quel mondo a Giulia e alle sue amiche, portando sul palcoscenico la luce dei sentimenti ingenui, delle emozioni semplici, del percorso difficile che ha portato uomini e donne a capirsi e a capire meglio il loro posto nel mondo.
Grande soddisfazione è stata espressa da Caterina Fiocchetti, che ha definito i giovani attori “una compagnia di professionisti”, complimentandosi con loro per il coraggio di mettersi in gioco ed entrare in un altro ruolo. Sulla stessa linea anche la dirigente dell’ IIS Giordano Bruno, Anna Bigozzi, e la professoressa Daniela Caravaggi, che ha seguito tutto il percorso dei ragazzi.
Felice della buona riuscita dell’iniziativa anche Giovanni Paoletti, figlio di Rina Gatti e ideatore del progetto del Centenario, che rivolgendosi ai giovani presenti ha ricordato l’importanza del dialogo tra le generazioni, il legame con le proprie radici, la salvaguardia della memoria collettiva, nonché il valore della scrittura come strumento di emancipazione.