(Cittadino e Provincia) – Torri Chiusine (SI), 11 novembre ‘22 - Trasformare “luoghi ai margini” in “nuovo centro”; contrastare il processo di spopolamento delle aree interne; promuovere la produzione di energia rinnovabile; tutelare i bacini imbriferi lacustri; superare deficit infrastrutturali sul sistema del trasporto delle persone e delle merci; rafforzare l’obiettivo di una stazione di raccordo con l’alta velocità all’interno di un bacino geografico interregionale.
Sono a largo spettro gli obiettivi che si pone il protocollo d’intesa tra i soci pubblici e privati del Patto Territoriale interregionale V.A.T.O., presentato questa mattina in località Torri Chiusine, al confine tra l’Umbria e la Toscana. Un patto tra più anime che si pone l'obiettivo di promuovere uno sviluppo integrato dell'intero territorio attraverso la creazione di un “laboratorio sperimentale interregionale per la ricerca e l’innovazione”.
La strategia è condivisa da circa 70 diversi enti e soggetti imprenditoriali, operanti in quattro aree geografiche (Valdichiana, Amiata-Valdorcia, Trasimeno e Orvietano) e su un territorio con un'estensione di 3.450 kmq e una popolazione residente di 225.000 abitanti.
Il protocollo, che segna la ripartenza del Patto V.A.T.O. dopo il rilancio da parte del Ministero dello sviluppo economico, pone al centro l’interessamento di un’area geografica vasta che non era mai stata investita “dal basso” da un’iniziativa finalizzata alla elaborazione di una unitaria strategia di sviluppo. Un territorio “ricco di eccellenze”, ma contemporaneamente “fragile”.
Obiettivo prioritario, come spiegato questa mattina da Marco Ciarini, presidente del Patto, è la trasformazione dei luoghi da sempre considerati marginali in “nuovo centro”, laboratorio unico di innovazione territoriale che produca un nuovo modello di rigenerazione dei borghi e delle aree interne. E così si punta a promuovere ed incentivare il reinsediamento nei centri abitati, valorizzando il loro carattere identitario, promuovere un processo di valorizzazione e rigenerazione urbana e contrastare criticità quali le “difficoltà nel mantenimento dei servizi essenziali in particolare nei centri minori e borghi rurali”.
Contrastare il progressivo processo di spopolamento delle aree interne/periferiche significa anche mettere mano al riordino del sistema della mobilità dell’area e la sua accessibilità con investimenti mirati su mezzi di nuova generazione.