A seguire è intervenuta Rosella De Leonibus Psicologa psicoterapeuta e formatrice che ha invitato i ragazzi, dopo lo spettacolo, a dire la prima parola. Queste quelle emerse: “rabbia, indignazione, impossibilità di fare, ingiustizia, indifferenza, sgomento, solitudine, orgoglio di essere donna”.
“A forza di sentire parlare di questa roba si ha paura di amare e questo è un grave problema – ha detto De Leonibus – dovete aiutarvi tra voi, il sostegno dei pari è fondamentale, forse è quello che serve di più. L’amico che in un momento di rabbia mi fa sedere e vi dice: cosa stai facendo? Serve di più di tante lezione fatte dagli adulti”. Poi ha invitato tutti a non fare silenzio ma a fare rumore e rompere il silenzio”.
Maria Grazia Corrado Vicaria del Questore della Provincia di Perugia ha portato la sua esperienza di prima donna Funzionario della Polizia, spiegando che “non è stato facile emergere all’inizio guardavano la mia gonna dopo sei mesi, sono riuscita a farmi guardare in faccia. Un uomo non ha bisogno di questi sei mesi”. La Corrado ha ricordato il numero anti violenza 1522 e il gesto per chiedere aiuto quando si è in presenza del violentatore: mano aperta e indice appoggiato in dentro.
Cinzia Morosin Presidente dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Umbria, ha illustrato ai ragazzi i servizi, a disposizione dei cittadini, ai quali ci si deve rivolgere appena si capisce di perdere, troppo spesso, il controllo delle emozioni. “Se riusciamo a chiedere aiuto sicuramente possiamo arginare comportamenti violenti”.
Sonia Montegiove giornalista informatica spiega che “il giornalista legge la realtà dei fatti e cerca di ricostruire cosa succede, ma se poi aggiunge particolari non rilevanti allora vi porta a immaginare e pensare altro. Il “Manifesto di Venezia” raccoglie una serie di raccomandazioni su come raccontare la violenza sulle donne e la violenza di genere. Inoltre il giornalista deve attenersi a delle regole deotogiche molto stringenti”.
A fare le conclusioni è stata Caterina Grechi Presidente del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria: “Il Centro è stato istituto nel 2016 e si occupa di contrasto alla violenza. E’ una Istituzione è come tutte si occupa del bene comune. Noi aiutiamo le donne in difficoltà e non le lasciamo sole. Dirò una cosa scomoda ma dobbiamo aiutare le famiglie a difendersi dal sistema mediatico che si sta prendendo il compito della vostra educazione”.
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