“Un evento che quest’anno parte nel segno della solidarietà e, in sinergia, con le ricamatrici, - ha detto Francesca Caproni –. Si è voluto dare voce all’associazionismo che tanto fa, per il bene altrui e parla con il linguaggio dell’artigianato artistico del pizzo e ricamo. Infatti siamo felici che siano presenti molte associazioni”. Gionni Moscetti ha ricordato che manifestazioni come Fili in Trama valorizzano un’arte preziosissima e soprattutto un intero territorio.
“Una manifestazione – ha sottolineato la consigliera provinciale delegata – spinta da tanta passione e dedizione. Il merletto e il ricamo vantano una lunga tradizione, a cui nella storia più recente si è aggiunta una finalità anche economico-sociale grazie all’intuizione di alcune figure che sono diventate anche in Umbria esempi virtuosi di riscatto femminile. Una intuizione che non deve essere dispersa”.
Dopo le introduzioni al programma di questa edizione della Mostra-mercato di Mannarelli e Piccioni, nel pomeriggio di ieri è stato dato spazio ad una serie di esperienze di solidarietà, attraverso la tavola rotonda dal titolo “Il tessile come terapia. Profili di socialità e solidarietà”, dove si sono toccati gli aspetti delle esperienze di volontariato riferiti alle realtà presenti all’evento, a partire dal Comitato per la Vita Daniele Chianelli. A tal proposito Franco e Luciana Chianelli hanno riferito delle attività del ‘gruppo lavori creativi’, dove la solidarietà delle donne si esprime attraverso il ricamo e il cucito, fatto in condivisione con i pazienti e i loro accompagnatori all’interno del residence. Il ricavato dalla vendita dei lavori viene destinato alle attività del residence stesso.
Unicef invece, attraverso Iva Catarinelli, presidente UNICEF Umbria, ha presentato lo storico progetto “una pigotta per Unicef”. La Pigotta è una bambola speciale in tessuto e filo, unica e diversa da tutte le altre. Ogni Pigotta adottata sostiene l’UNICEF nel suo compito importante di raggiungere ogni bambino in pericolo, ovunque si trovi, portando vaccini, alimenti terapeutici, costruendo pozzi, scuole e portando assistenza.
Con l’Associazione dopo di noi e le amiche del macramè di Castelgomberto Vicenza, secondo quanto riferito dalla presidente Maria Luisa Tonello, il ricamo diviene solidarietà per il futuro di persone disabili.
E’ intervenuta poi Cristina Bravi, portavoce d’un gruppo di donne aquilane, testimone dell’esperienza di un corso di tombolo, antica arte abruzzese al femminile, che ha rappresentato, un mezzo di ricostruzione della a seguito del sisma di otto anni fa.
L’Associazione Vivo a Colori, infine, come testimoniato dalla sua presidente Claudia Maggiurana, con le variopinte coperte all’uncinetto si propone di sostenere le attività della Breast Unit dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e supportare il percorso di chi, nel corso della vita, si è trovata ad affrontare la malattia nonché l’aspetto preventivo della patologia: il tumore al seno.